Parmaland - Avventura nella natura!


Vai ai contenuti

I DINTORNI

Ai piedi dell'Appenino una distesa verde di morbide curve che si estende fino all'orizzonte e si perde in toni variopinti: le colline parmensi. Oasi naturale di rara bellezza, vanta un'integrità ambientale insolita e infonde a chi la visita una sensazione di estrema tranquillità.

Nascosti dal verde, quasi custodissero segreti preziosi e dovessero essere protetti da forze oscure, si aprono i sentieri che racchiudono i sapori, le tradizioni e i costumi di una terra senza tempo.

Il sentiero dei Vini e dei Sapori. Un itinerario tra le terre produttrici dell'enogastronomia parmense che, in pochi chilometri, attraversa sapori centenari.
Un percorso che porta a Langhirano, patria del Prosciutto di Parma, a Felino, dove nasce l'omonimo salame, continua nelle valli comprese tra il fiume Enza e lo Stirone, dove il nettare prende vita e si trasforma nel Rosso Colli di Parma, e si estende fino ad arrivare a Sala Baganza, Traversetolo, Lesignano e Calestano dove cresce il Tartufo Nero.

La via Francigena. Per gli amanti dei pellegrinaggi e dei luoghi sacri, è disponibile nella provincia di Parma la via Franchigena, uno dei viaggi intrapresi dall'Arcivesco di Canterbury nel 990 d.c e tramandato per secoli.
Il tratto tosco-emiliano della Via Franchigena, già da tempo percorribile a piedi e a cavallo, è stato da poco reso accessibile alle auto e comprende tutti i paesi tra Fidenza, uno dei punti di partenza insieme a San Pancrazio, e il Passo della Cisa: si attraversano Noceto, Parma, Vicofertile, Collecchio, Talignone, Fornovo, Bardone, Terenzo, Cassio e Berceto.

La via dei Castelli. Un suggestivo sentiero per rivivere la storia tra natura e vicende antiche: due giorni immersi tra le lotte del medioevo e la magia del rinascimento, il tutto servito su un letto vestito di verde e di profumi indimenticabili. Prima tappa è il Parco dei Boschi di Carrega, ex riserva di caccia della nobiltà parmense che oggi tutela un raro esempio di bosco pedecollinare, si continua poi con la Rocca di Sala Baganza, di propietà ecclesiastica intorno all'anno 1000 d.c. e con il Castello di Felino, famoso per le prigioni e le camere di tortura ancora intatte. Si prosegue con il Castello di Torrechiara, dimora di Pier Maria Rossi e della sua amante Bianca Pellegrini, con la Fondazione Magnani Rocca, per terminare con il Castello di Montechiarugolo.

Luoghi incantati e ricchi di storia, castelli testimoni di un florido passato e terre appartenute a duchi, principi e marchesi: questa è l'arte che circonda il territorio da Parma a Piacenza.

I Castelli
Il Castello di Felino. Incastrato tra Parma e Baganza, conserva ancora intatte le prigioni e le camere di tortura, austere testimonianze di lotte medievali.
Il Castello di Torrechiara. Prova tangibile di un amore sincero, quello tra Pier Maria Rossi, conte di Berceto, e Bianca Pellegrini, per la quale creò una stanza tutta d'oro e rese immortale il loro legame scolpendolo sulle pareti: "Nunc et Semper".
Il Castello di Montechiarugolo. Tra i boschi di Carrega, alto e magnifico, appare il castello a pianta trapezioidale, unico nel suo genere, orgoglio della famiglia Marchi, tutt'ora proprietaria.

Parma
Gioiello architettonico è la città di Parma, con il Duomo e il Battistero, area circolare divisa tra il Correggio e il Parmigianino, il Teatro Regio, protagonista di stagioni indimenticabili, Piazza Garibaldi e la Torre dell'Orologio.

Arturo Toscanini e Giuseppe Verdi
Giuseppe Verdi comincia la sua incredibile produzione musicale nel 1840, proprio quando con il fiasco della sua seconda opera "Un giorno di Regno", completò un periodo nero già segnato dalla morte della moglie e dei due figli.
Tra le opere più importanti si ricordano il "Va' pensiero" e la "Traviata" entranbe dirette da Arturo Toscanini, grande ammiratore del compositore parmense: la prima in occasione della traslazione della salma di Verdi nel 1902, anno successivo della morte e la seconda per il centenario verdiano a Busseto.


Torna ai contenuti | Torna al menu